Quali connessioni tra vissuti traumatici e sviluppo di sintomi ossessivi-compulsivi
La connessione tra esperienze traumatiche e sintomi ossessivi-compulsivi è un campo di ricerca complesso e in continua evoluzione. Le interazioni possono essere complesse, specificamente individuali e multifattoriali coinvolgendo fattori genetici, neurobiologici e ambientali.
Il Disturbo Ossessivo Compulsivo è caratterizzato da pensieri ossessivi intrusivi e ricorrenti che causano ansia significativa, seguiti da comportamenti ritualistici o compulsivi mirati a ridurre l’ansia. Quando una eziologia traumatica ipotizzabile diversi tipi di ossessioni possono essere presenti, come la paura di contaminazione, pensieri violenti o sessuali indesiderati, o la paura di nuocere a sé stessi o agli altri. Le compulsioni possono includere lavaggi delle mani e delle pulizie e controlli ripetuti.
Il trauma, d’altra parte, si riferisce a esperienze stressanti o dannose che possono avere un impatto significativo sulla salute mentale di un individuo. Traumi possono derivare da eventi come abusi sessuali, fisici o emotivi, incidenti gravi, eventi catastrofici o violenze di guerra. Gli effetti del trauma possono essere duraturi e includono disturbi d’ansia, disturbo da stress post-traumatico (PTSD) e, in alcuni casi, disturbi dell’umore come la depressione.
In ambito clinico sempre maggiore interesse desta la possibile connessione tra esperienze traumatiche e lo sviluppo del DOC. Alcuni studi suggeriscono che il trauma può influenzare la manifestazione del DOC in differenti modi. Ad esempio, le persone che hanno subito traumi possono sviluppare ossessioni o compulsioni specifiche legate alle loro esperienze traumatiche. Il DOC può inoltre fungere come meccanismo di coping, con rituali compulsivi finalizzati a ridurre l’ansia associata ai ricordi traumatici, oppure in alcuni casi la funzione sembra essere quella di prevenire la ri-traumatizzazione. Altri studi indicano infine che il trauma potrebbe influenzare la gravità e la persistenza del DOC. Le persone che hanno vissuto esperienze traumatiche possono presentare sintomi più gravi e una maggiore resistenza al trattamento.
Un elemento chiave nella comprensione di questa relazione è la neurobiologia. Studi sul cervello hanno rivelato che alterazioni nelle regioni cerebrali coinvolte nella regolazione dell’ansia, come l’amigdala e la corteccia prefrontale, possono essere comuni sia nel DOC che nei disturbi post-traumatici. Queste evidenze indicano che vi può essere una sovrapposizione nei circuiti neurali coinvolti in entrambe le condizioni.
Va sottolineato che non tutte le persone con DOC hanno subito esperienze traumatiche, e non tutte le persone che hanno vissuto traumi sviluppano il DOC. Alcuni individui sviluppano il DOC indipendentemente dall’esposizione al trauma, mentre altri sviluppano il disturbo in risposta a eventi stressanti.
Il trattamento del DOC che si manifesta in seguito a esperienze traumatiche spesso coinvolge approcci terapeutici che affrontano entrambe le componenti. La terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è l’approccio di elezione per il trattamento del DOC come lo è per affrontare i sintomi legati al trauma. In particolare lo strumento dell’esposizione (ERP) può essere utilizzato per aiutare gli individui a confrontarsi con le situazioni o i ricordi traumatici senza attivare le risposte compulsive.
Riferimento
Dr. Alessandro Marcengo (membro CEDOC – Centro di Eccellenza per il Disturbo Ossessivo Compulsivo)
Équipe
Dr. Alessandro Marcengo, psicologo e psicoterapeuta
Dr. Stefano Clerico, psicologo e psicoterapeuta
Dr.ssa Francesca Colino, psicologa e psicoterapeuta
Dr.ssa Emanuela Sabena, psicologa e psicoterapeuta
Dr.ssa Laura Schiavo, psicologa e psicoterapeuta
Dr. Fabio Theodule, psicologo e psicoterapeuta
Il Centro D.O.C. è un’area specialistica del Centro Galileo Ferraris
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